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Geografia Protestati 2010

IN ASCESA IL NUMERO DEI PROTESTATI

Il numero dei soggetti protestati, che nell’anno 1992 aveva toccato il massimo storico con 5.780.832, nel 2010 è stato calcolato in 1.410.732 protesti levati, poiché l'entrata in vigore dell'Euro e degli strumenti di pagamento elettronici e dell' uso anche spropositato dei finanziamenti al consumo ha portato ad una ascesa del fenemeno in questi anni.

Comunque come vuole la consuetudine, anche perché rapportata alla popolazione residente, la maglia nera italiana compete al Lazio con 40 protesti levati ogni 1.000 abitanti, seguito dalla Campania con 36 poi a 32 la Calabria e a 30 la Puglia.

Le altre Regioni si dividono i nominativi residui, che vanno dai 27 della Sicilia ai 26 dell’Abruzzo per finire ai 25 della Basilicata.
L’evoluzione del numero dei protestati al Sud oltre al basso reddito pro-capite prodotto è da ricercarsi nella stretta creditizia già iniziata dall’autunno 2002 per l’attuazione dei parametri di Basilea 1 e poi attuata nel 2007 con l'adozione del secondo gradino di Basilea 2.

Con tali ristrettezze da parte delle banche, le quali quando non hanno revocato i crediti concessi alle piccole e medie imprese, li hanno ridimensionati, così esponendo le medesime al rischio di finire protestate.
E’ la legge del più forte, poiché apre l’ombrello quando c’è il sole per richiuderlo appena comincia a piovere.

La pioggia questa volta è da imputarsi unicamente a chi ha prosciugato la liquidità degli italiani, ovvero a quelle banche, piccole e grandi che hanno scaricato le perdite derivanti dalle loro incapacità gestionali, se non per fatti dolosi ancora più gravi che tocca alla magistratura smascherare, sulla inerme massa di risparmiatori che fiduciosi nel sistema si sono lasciati espropriare i risparmi accumulati.
I protestati censiti, sono comunque numericamente inferiori a quelli reali, poiché una percentuale non inferiore al 40% non compare negli elenchi poiché avendo documentato il pagamento presso le Camere di Commercio ha beneficiato della legge n. 235/2000 per la cancellazione dal sistema informatico o la semplice iscrizione all'archivio CAI.

Leggi riabilitative dei soggetti adempienti intervenute insieme ad altra n.507/99 per la depenalizzazione del reato di emissione di assegno a vuoto in virtù delle iniziative finalizzate promozionale dallo SNARP a partire dal 1995, la cui validità si evince per l’elevato numero di protestati che riescono a pagare nel breve termine per essere riabilitati, con evidenti benefici anche per i creditori pagati tempestivamente (mediamente entro 60 giorni) e senza necessità di incorrere in costi giudiziari.

Identica l’opportunità di cancellazione dei protesti di assegni, per i quali semprechè pagati, per la loro cancellazione deve trascorrere un anno dalla levata dell’ultimo protesto per potere proporre istanza di riabilitazione al giudice della volontaria giurisdizione presso il Tribunale Civile di appartenenza ai sensi dell’art. 17 della legge n.108/96.

Con proposta Parlamentare del maggio 2010, questa associazione si è resa promotrice di un disegno di Legge che riconosca finalmente parità di trattamento tra soggetti protestati di assegni rispetto a quelli di tratte e pagherò così come previsto dalle paritetiche normative degli altri Paesi anche comunitari.
 

 

 
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